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martedì 13 gennaio 2009

Gaza, intensificati gli attacchi


Gaza, intensificati gli attacchi
Israele colpisce da terra e da cielo
Palestinesi sotto assedio nella Striscia di Gaza. Gli Israeliani combattono casa per casa, mentre si susseguono i raid con gli aerei.
La morsa dell'esercito israeliano si è stretta ancora di più sui palestinesi della striscia di Gaza, dove gli scontri avvengono casa per casa, parallelamente ai raid aerei. La popolazione sta sempre peggio, sono decine di migliaia gli sfollati che hanno cercato rifugio, sperando di salvarsi, nelle scuole dell' Unrwa (l'Agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi).

ABU MAZEN. Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha accusato Israele di voler "annientare" i palestinesi della Striscia.

VITTIME. Negli scontri odierni, secondo stime dei medici a Gaza, sono stati uccisi almeno 47 palestinesi, portando a oltre 970 il numero dei morti dall'inizio dell'operazione "Piombo Fuso". I feriti sarebbero ora oltre 4.000. Anche alcuni soldati israeliani sono stati feriti oggi e finora le perdite israeliane sono di 13 uccisi: 10 soldati, in parte colpiti da fuoco amico, e tre civili.

IL GOVERNO ISRAELIANO. Il governo israeliano sembra disposto ad attendere ancora alcuni giorni l'esito sia dell'intensa attività diplomatica internazionale che cerca di arrivare a un cessate il fuoco sia della sua pressione militare su Hamas. Ha perciò di nuovo rinviato l'ordine alle truppe di entrare nel cuore dei centri abitati, operazione rischiosa e con probabile grande numero di vittime tra la popolazione civile in considerazione dell'alta densità abitativa per chilometro quadrato. Sul terreno perciò l'avanzata dei soldati appare lenta e attentamente calibrata. Israele vede nelle ultime dichiarazioni dei leader di Hamas a Gaza, soprattutto nel discorso del premier Ismail Haniyeh, un chiaro segnale di prossima resa e di rinuncia alle condizioni poste da questo movimento islamico per una tregua. Ma è un'interpretazione che sembra troppo ottimistica anche se da Hamas si intravvedono segni di ridimensionamento di alcune delle sue condizioni.

HAMAS CHIEDE MODIFICHE AL PIANO PER LA TREGUA. Esponenti di Hamas continuano a chiedere profonde modifiche al piano egiziano di tregua che ritengono non soddisfi le loro condizioni minime. Al tempo stesso però Hamas sembra aver rinunciato a un'immediata apertura dei valichi di confine a Gaza, che era una delle sue condizioni per una tregua. Fonti di Hamas, citate dal quotidiano arabo Al Hayat, edito a Londra, hanno detto che il movimento, pur restando ostile a una forza internazionale a Gaza sul confine con l'Egitto, non si oppone alla presenza di soldati turchi, in quanto "provenienti da un paese musulmano di cui ci fidiamo".

EGITTO. Israele intanto si accinge a inviare di nuovo al Cairo Amos Ghilad, consigliere politico del ministro della difesa, per continuare i colloqui sulla formazione di un meccanismo che dia allo Stato ebraico sufficienti garanzie di prevenzione del contrabbando di armi dall'Egitto ad Hamas.

COMBATTIMENTI. Mentre proseguono i combattimenti, con intensi raid aerei su decine di obiettivi, 800.000 abitanti di Gaza City hanno trascorso un'altra notte di insonnia e di paura. Fonti locali hanno constatato che le forze israeliane di terra hanno rafforzato le proprie posizioni a est, a ovest e a sud della città. In molte aree si continua a combattere e l'Unrwa calcola che sia destinato a crescere il numero di 30 mila sfollati che già hanno chiesto rifugio nelle sue scuole. Nello stesso tempo, i soldati di Tsahal sono impegnati in difficili perlustrazioni nei tunnel e nei bunker predisposti da Hamas per ostacolare l'offensiva. In nottata un'esplosione si è verificata a nord di Gaza in una casa minata e quattro paracadutisti sono rimasti feriti. Anche oggi Israele ha sospeso per alcune ore i combattimenti per consentire l'ingresso nella Striscia di aiuti umanitari. Almeno una dozzina di razzi, sparati da Hamas, hanno colpito il territorio israeliano ma senza causare vittime.In Cisgiordania, colpi d'arma da fuoco sparati dal versante giordano del confine hanno avuto come obiettivo un gruppo di soldati che hanno risposto al fuoco. Un portavoce militare ha detto che nessun soldato è stato colpito e che si ignora chi abbia aperto il fuoco. Un portavoce militare giordano ha affermato che la notizia è infondata.

Esplosione nella Striscia di Gaza (foto: AP)

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/101414

venerdì 9 gennaio 2009

Gaza: Onu chiede tregua immediata, attacchi continuano

Gaza: Onu chiede tregua immediata, attacchi continuano
venerdì, 9 gennaio 2009 1.52


* Olmert respinge risoluzione Onu definendola "impraticabile"

* Consiglio di Sicurezza Onu chiede immediato cessate-il-fuoco

* Tank israeliano uccide sei persone bombardando una casa, dicono fonti mediche

di Nidal al-Mughrabi

GAZA (Reuters) - Israele continua la sua offensiva nella striscia di Gaza, ignorando una risoluzione Onu che chiede un cessate-il-fuoco immediato di un conflitto ormai al suo quattordicesimo giorno.

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha respinto la risoluzione delle Nazioni Unite, definendo una tregua a Gaza "impraticabile".

"Il lancio dei razzi questa mattina dimostra solo che la decisione dell'Onu è impraticabile e le organizzazioni omicide palestinesi non vi aderiranno", ha detto il premier in un comunicato.

Olmert ha aggiunto che gli attacchi di Hamas mostrano che la risoluzione delle Nazioni Unite "non può funzionare" e che l'esercito "andrà a difendere i cittadini".

Mentre le bombe israeliane colpiscono l'enclave costiera per il quattordicesimo giorno, il capo dei ministri valuta la prossima mossa. Il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha lasciato intendere che uno stop ai bombardamenti ora è improbabile, affermando che "Israele ha agito, sta agendo e agirà solo secondo le sue considerazioni, il bisogno di sicurezza dei suoi cittadini e il suo diritto di autodifesa".

Lo stato ebraico dichiara di voler porre fine ai lanci di razzi sulle sue città. Ne sono stati sparati almeno 14 oggi, meno delle decine che Hamas era in grado di lanciare all'inizio dell'offensiva israeliana.

Rappresentanti di Hamas hanno detto di aver preso in considerazione la risoluzione Onu.

Olmert, Livni e il ministro della Difesa Ehud Barak si sono incontrati ma il voto dell'Onu a New York per fermare gli attacchi che hanno ucciso centinaia di palestinesi, sembra non averli condizionati in modo significativo. Gli Stati Uniti, alleati chiave di Israele, si sono astenuti dal voto, e il segretario di Stato Condoleezza Rice ha detto che Washington sostiene il testo ma non l'ha votato solo perché vuole vedere il risultato dello sforzo di mediazione in atto da parte egiziana.

TERZA FASE

Il gabinetto per la sicurezza di Olmert ha posticipato lo scorso mercoledì la decisione su una terza fase, che prevede una escalation nell'offensiva su Hamas spingendo le truppe all'interno delle aree urbane, una mossa che richiederebbe l'impiego dei riservisti. I funzionari hanno detto che il gabinetto si riunisce oggi in tarda mattinata.

L'offensiva su Gaza, che ha causato la morte di molti civili tra cui tanti bambini, ha il forte sostegno degli elettori israeliani, chiamati a votare fra un mese. Un sondaggio ha mostrato oggi che il governo gode del 90% dei consensi.

Il conflitto mosso dallo stato ebraico ha infuriato i palestinesi della Cisgiordania, governata dal movimento di Fatah rivale di Hamas sotto la guida del presidente Mahmoud Abbas.

A New York, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha votato una risoluzione per "un immediato, durevole e totalmente rispettato cessate-il-fuoco".

La risoluzione, sul cui contenuto i Paesi arabi hanno fatto pressione rispetto ad un testo che Gran Bretagna, Francia e Usa volevano più blando, chiede iniziative per prevenire l'arrivo di armi a Gaza e un'apertura dei suoi confini.

Israele ha detto di accettare i "principi" del cessate-il-fuoco proposto dall'Egitto e dall'Unione europea, e Washington ha chiesto allo Stato ebraico di valutare i dettagli del piano. Anche Hamas ha detto che considera l'idea, ma i militanti hanno detto che non riconosceranno mai lo stato di Israele, la cui istituzione 60 anni fa ha spodestato e disperso la popolazione palestinese.

HAMAS: 773 MORTI PALESTINESI, UN TERZO BAMBINI

Aerei da guerra israeliani hanno bombardato anche stanotte i dintorni di Gaza, secondo quanto detto dai residenti. Medici palestinesi affermano che tank israeliani hanno colpito una casa a Beit Lahiya, nel nord della Striscia, uccidendo sei persone della stessa famiglia.

Le forze aeree israeliane hanno colpito almeno 50 obiettivi nell'enclave, tra cui piattaforme di lancio di razzi e strutture utilizzate per la loro costruzione, secondo quanto riferito da un portavoce dell'esercito.

Un funzionario militare israeliano ha annunciato anche per oggi un cessate il fuoco di tre ore, dalle 13 ora locale, per consentire la distribuzione di aiuti umanitari, mentre sono ancora sospesi i soccorsi della Relief and Works Agency dell'Onu (Unrwa), interruzione decisa ieri dall'organizzazione stessa dopo l'uccisione di un membro dello staff per mano israeliana.

Hamas ha detto ieri che i morti erano da parte palestinese 773, di cui un terzo bambini.

Dieci soldati sono stati uccisi nella campagna militare lanciata da Israele, mentre i razzi di Hamas hanno ucciso tre civili dall'inizio dell'offensiva.



© Reuters 2009. Tutti i diritti assegna a Reuters.

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