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sabato 14 febbraio 2009

M.O./ Olmert: nessuna tregua con Hamas senza rilascio Shalit


M.O./ Olmert: nessuna tregua con Hamas senza rilascio Shalit
Sempre più lontana l'ipotesi di un accordo tra le parti

Gerusalemme, 14 feb. (Ap) - Israele non accetterà una tregua con Hamas nella Striscia di Gaza se non verrà rilasciato Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito da miliziani palestinesi nel giugno 2006. La condizione è stata ricordata oggi dal premier israeliano Ehud Olmert con un comunicato.

Israele e Hamas stanno negoziando attraverso la mediazione dell'Egitto per arrivare a un cessate il fuoco duraturo che dovrebbe sostituire la fragile tregua proclamata unilateralmente da Israele e da Hamas il 18 gennaio scorso, al termine di un conflitto durato 22 giorni, nel corso del quale hanno perso la vita circa 1.300 palestinesi, tra cui numerosi civili.

Benché non ci sia stata ancora nessuna conferma ufficiale, pare che sia stato raggiunto un accordo che prevede una graduale apertura da parte israeliana dell'embargo imposto sulla Striscia di Gaza in cambio della fine degli attacchi missilistici palestinesi nel sud di Israele. Oggi dall'ufficio di Olmert hanno tuttavia ribadito che "Israele non raggiungerà nessun accordo prima del rilascio di Gilad Shalit".

Due giorni fa, a proposito dello scambio del caporale israeliano, fonti palestinesi affermavano che "l'annuncio dell'accordo è solo questione di tempo": Israele avrebbe accettato la liberazione di 230 di una lista di 450 (presentata da Hamas) di detenuti palestinesi che si sarebbero macchiati di reati di sangue. Nella lista dei mille, ci sarebbero anche "parlamentari e ministri del governo di Hamas", detenuti da Israele. Ma oggi Fawzi Barhoum, portavoce del movimento integralista palestinese, ha detto che Israele sta creando nuovi ostacoli sulla strada del raggiungimento di un accordo per un cessate il fuoco duraturo e altre fonti palestinesi hanno confermato che Israele avrebbe fatto "passi indietro chiedendo una tregua a tempo illimitato e non di un anno e mezzo come convenuto".

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/02_febbraio/14/m_o_olmert_nessuna_tregua_con_hamas_senza_rilascio_shalit,17982175.html

lunedì 2 febbraio 2009

Diviso al suo interno, Hamas accetta la tregua con Israele

» 02/02/2009 12:43
PALESTINA-ISRAELE
Diviso al suo interno, Hamas accetta la tregua con Israele
di Paul Dakiki
La decisione dovrebbe essere ufficializzata oggi ed avere la durata di un anno. Si moltiplicano le voci di contrasti all’interno del movimento islamista, tra i leader residenti a Gaza, favorevoli ad un accordo con Israele e quelli che vivono all’estero, che inneggiano al “martirio”.


Beirut (AsiaNews) - Hamas avrebbe accettato “in via di principio” il progetto egiziano per una tregua di un anno con Israele, che comprende anche il controllo dei 14 chilometri del confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto da parte degli uomini dell’Olp, a condizione che siano riaperti i valichi della Striscia con Israele. E’ quanto dichiarato oggi da un portavoce dell’organizzazione islamista, alla vigilia dell’arrivo previsto al Cairo di rappresentanti del movimento, che dovrebbero ufficializzare la decisione.

La tregua, a quanto afferma la televisione al Arabiya dovrebbe cominciare giovedì prossimo, 5 febbraio.

Ma se l’orizzonte sembra meno cupo sul fronte dello scontro armato con Israele, i morti e le distruzioni provocati dai 22 giorni di conflitto sembrano aver aperto divisioni all’interno di Hamas, che si riflettono sui rapporti tra il movimento e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Voci provenienti da Gaza parlano di contrasti tra gli esponenti islamisti residenti a Gaza e quelli che sono all’estero, capeggiati, questi ultimi, dal capo politico di Hamas, Khaled Meshal, che vive a Damasco. Meshal è ritenuto l’ispiratore della rottura della tregua con Israele e dei lanci di razzi che ancora ieri sono stati fatti contro le città di confine dello Stato ebraico e quindi della rappresaglia che oggi ha provocato almeno un morto e quattro feriti tra i palestinesi. Lo stesso Meshal ha inoltre chiesto lo scioglimento dell’Olp, che dal 1964 raduna le diverse formazioni politiche palestinesi (ma non Hamas), in quanto “non rappresenta più un punto di riferimento per tutti i palestinesi” Tutte posizioni che sono condivise dall’Iran – con la Siria sponsor del movimento – dove ieri Meshal si è recato, incontrando la Guida suprema Ali Khamenei e il presidente Mahmoud Ahmadinejad (nella foto).

Proprio da tali “frequentazioni” vengono le accuse che venerdì il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha lanciato contro la proposta Meshal, di voler “distruggere un edificio esistente da 45 anni”, che è “riconosciuto da arabi e musulmani” e da “120 Paesi”. Abbas si è anche scagliato contro chi ha fatto scorrere “sangue palestinese”, provocando lo scontro con gli israeliani “per interessi che non sono dei palestinesi”.

Alla divisione che si sarebbe dunque creata tra chi è stato a Gaza sotto le bombe israeliane e chi dall’estero continua ad inneggiare al “martirio” dei palestinesi, si aggiunge così quella politica, che ha trovato voce nell’ex portavoce di Hamas, Ghazi Hamad, ed in un esponente della Jihad islamica (altro gruppo estremista che non fa parte dell’Olp), Khaled al-Batsh. Hamad detto di essere contrario a “ulteriori divisioni” e ha sostenuto che esse sarebbero un “colpo fatale” alla speranza di arrivare ad uno Stato palestinese. Al-Batsh, dal canto suo, ha sostenuto di non essere favorevole ad un’alternativa all’Organizzazione, ma ne chiede una riforma.

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14371

GAZA: LA TREGA VIENE VIOLATA

Raid aereo di Israele
L'annuncio di Hamas
Un aereo israeliano ha colpito stasera un obbiettivo di Hamas nel settore centrale di Gaza, stando a quanto riferito dal movimento integralista palestinese. L'attacco non avrebbe provocato vittime.
L'attacco fa seguito al ferimento di tre cittadini israeliani, due militari e un civile, causato dal lancio di razzi e colpi di mortaio sparati contro il deserto del Neghev, in territorio israeliano. Il premier Ehud Olmert aveva preannunciato una risposta "severa non proporzionata" a questa violazione della tregua. Stando ad alcune testimonianze, un missile lanciato da un aereo israeliano ha colpito alcune roulotte e prefabbricati e nella località di Mughraqa, sul litorale. Le strutture venivano utilizzate dai servizi di sicurezza di Hamas. I testimoni hanno aggiunto che il sito era stato evacuato. Da Israele, a quanto sembra, erano partite telefonate in cui si avvertiva che sarebbero stati colpiti edifici dove erano state individuate delle armi. Stando a fonti israeliane, risultano essere stati lanciati verso il territorio dello stato ebraico israeliano quattro razzi e 13 proiettili di mortaio. Le condizioni dei tre israeliani feriti, secondo fonti mediche, non sono gravi. http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/104349


24ore - Esteri

01 02 2009
Gaza, 22:26
GAZA: ISRAELE BOMBARDA POSTAZIONE HAMAS, NESSUNA VITTIMA
L'aviazione israeliana ha bombardato una postazione di Hamas nel centro della Striscia di Gaza. Lo ha riferito il movimento islamico, secondo il quale non si sono registrate vittime. Fonti ufficiali israeliane hanno confermato che oggi "l'aviazione ha portato a termine diversi attacchi nella Striscia di Gaza". Testimoni hanno riferito che un gruppo di roulotte usate da Hamas come quartier generale delle forze di sicurezza a Mughraq sono state colpite in serata da un missile israeliano. Il complesso era stato evacuato dopo una telefonata giunta da Tel Aviv che avvertiva tutti i palestinesi di lasciare gli edifici dove erano nascoste le armi. L'attacco e' avvenuto poche ore dopo che il premier israeliano, Ehud Olmert, ha minacciato di colpire nuovamente il territorio controllato da Hamas come rappresaglia al lancio di razzi contro Israele.



http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/esteri/rep_esteri_n_3531009.html



M.O./ Tre israeliani feriti da colpi di mortaio sparati da Gaza
Oggi lanciati anche cinque Qassam contro il Negev occidentale
postato 8 ore fa da APCOM
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Roma, 1 feb. (Ap-Apcom) - Miliziani palestinesi della Striscia di Gaza hanno sparato oggi pomeriggio alcuni colpi di mortaio contro un villaggio israeliano nel Negev Occidentale, ferendo due soldati e un civile. Lo hanno riferito le autorità israeliane. Nel corso della giornata di oggi dalla Striscia sono stati sparati in totale almeno cinque razzi Qassam e otto colpi di mortaio contro Israele, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Haaretz.

Tre razzi sono caduti nella regione di Eshkol: due in una zona disabitata e un terzo tra due scuole materne. Un quarto razzo è invece caduto in uno spazio aperto in un'altra località del Negev, senza fare vittime o danni. Stamattina i soldati israeliani sono stati impegnati anche in uno scontro a fuoco nei pressi del valico di Kissufim con miliziani palestinesi.

Il premier israeliano Ehud Olmert ha detto oggi che Israele risponderà in "modo smisurato" a questi nuovi attacchi, ma fonti di Hamas, citate dalla tv al Arabiya, hanno detto che il gruppo ha accettato una proposta egiziana per una tregua di un anno nella Striscia di Gaza a partire da giovedì.

http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2009/02_febbraio/01/m_o_tre_israeliani_feriti_da_colpi_di_mortaio_sparati_da_gaza,17801531.html

giovedì 29 gennaio 2009

GAZA: LA TREGUA NON VIENE RISPETTATA

Gaza, attacco aereo israeliano
29 01 2009
Feriti undici cittadini palestinesi
Raid aereo da parte degli Israeliani a Gaza per colpire un agente delle forze di sicurezza di Hamas. Alcune ore prima la cittadina di Sderot era stata bersagliata da un razzo palestinese.
Alcuni palestinesi sono rimasti feriti oggi a Khan Yunes (a sud di Gaza) in un attacco aereo israeliano. A quanto pare l'obiettivo era un agente delle forze di sicurezza di Hamas che circolava a bordo di una motocicletta e che è stato colpito. Lo riferiscono fonti locali. L'attacco è avvenuto alcune ore dopo il lancio di almeno un razzo da Gaza verso la città israeliana di Sderot, nel Neghev. Secondo le prime informazioni, almeno undici persone sono rimaste ferite a Khan Yunes nell'attacco israeliano. Fra queste anche alcuni allievi di una vicina scuola dell'Unrwa, l'ente delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. La identità del motociclista colpito non è per il momento nota a Gaza. In Israele l'episodio non è ancora stato commentato. Nel frattempo, malgrado il ritorno della tensione nella zona, prosegue anche oggi l'ingresso a Gaza di convogli di aiuti umanitari per la popolazione palestinese. Fonti israeliane prevedono che oggi transiteranno circa 200 camion di aiuti.


Abitazioni colpite nella Striscia di Gaza (foto: AP)

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/103805

sabato 10 gennaio 2009

HAMAS: " NESSUNA TREGUA SE ISRAELE ON CESSERA' L'OFFENSIVA"


Hamas dichiara: "Nessuna tregua
se Israele non cesserà l'offensiva"
Il leader politico di Hamas dichiara che potrà esserci una tregua solo se Israele cesserà l'offensiva. Violata anche la tregua umanitaria. Prosegue l'attività diplomatica nel tentativo di arrivare ad un cessate il fuoco.
Il leader politico di Hamas Khaled Meshaal ha ribadito che il suo movimento non accetterà mai una tregua se Israele non porrà fine alla propria offensiva e non riaprirà i valichi con Gaza. Meshaal ha parlato in televisione da Damasco, la capitale della Siria, dove vive in esilio da anni. "Che prima Israele si ritiri, che l'aggressione abbia fine, che i valichi vengano riaperti e poi potremo affrontare il problema con calma", ha affermato.

LA TREGUA VIOLATA. Le tre ore di tregua umanitaria, che sabato erano state confermate da Israele per consentire alla popolazione palestinese di rifornirsi di viveri e altri generi di prima necessità, sono state interrotte da ripetuti tiri delle artiglierie israeliane mentre velivoli con la stella di David lanciavano su Gaza volantini in cui si diceva che le forze armate "stanno per entrare in una nuova fase nella lotta al terrorismo". Lasciando quindi presagire ai palestinesi una temuta "terza fase" dell'operazione "Piombo fuso" giunta oggi al 15esimo giorno.

LA DIPLOMAZIA. Prosegue frattanto l'attività diplomatica nel tentativo di arrivare ad un cessate il fuoco. Al Cairo continuano i colloqui tesi a trovare una via di uscita. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha incontrato il presidente egiziano Hosni Mubarak ed ha ribadito la sua richiesta per un cessate il fuoco immediato. Nella capitale egiziana sono giunte anche due delegazioni di Hamas mentre domenica arriverà, per la seconda volta in una settimana, il generale Amos Ghilad, un dirigente del ministero della difesa israeliano.

OFFENSIVA E CONTROFFENSIVA. Sul terreno, sabato pomeriggio si sono verificati intensi scambi a fuoco tra israeliani e palestinesi e durante la tregua tra le 13:00 e le 16:00 (ora locale) si sono uditi numerosi colpi d'artiglieria israeliana. "Hanno sparato come pazzi", hanno detto testimoni all'Ansa.

EMERGENZA UMANITARIA. Dal canto suo, il portavoce dell'Unrwa a Gaza, Adnan Abu Hasna, ha affermato che la situazione umanitaria è vicina al crollo "perché la gente che fugge dalle proprie case è in continuo aumento. Da una nostra ultima stima, sono oltre 27.500 i profughi che si sono rifugiati nelle nostre scuole e nei nostri edifici. Ma hanno bisogno di tutto: cibo, vestiti, coperte ma soprattutto acqua". "In questo momento nella Striscia di Gaza ci sono un milione di persone senza corrente elettrica e almeno 750 mila senza acqua - ha aggiunto il portavoce - A noi è rimasto materiale umanitario solo per pochi giorni".

UCCISI DUE CAPI MILITARI DI HAMAS. Durante la giornata di sabato l'esercito israeliano ha inferto due duri colpi ai militanti integralisti uccidendo due loro capi. Il primo a cadere sotto il fuoco israeliano è stato Shams Omar, uno dei capi militari delle Brigate al-Quds, rimasto ucciso quando l'abitazione in cui si trovava è stata colpita da un bombardamento compiuto sul campo profughi di Ash-Shati, sulla costa settentrionale della Striscia di Gaza. Il secondo a morire è stato Emir Mansi, un responsabile militare di Hamas che, secondo la radio militare, era il coordinatore dei lanci verso Israele di razzi di tipo Grad da 122 mm. Mansi è stato identificato dalle forze di terra e subito colpito da un razzo sparato da un velivolo mentre era impegnato a manovrare un mortaio.

LE VITTIME PALESTINESI. La radio ha detto inoltre che nell'ultima settimana - da quando è iniziata a Gaza l'operazione terrestre israeliana - sono stati uccisi circa trecento miliziani di Hamas. Anche i civili palestinesi continuano a morire. Otto membri della stessa famiglia sono deceduti sabato dopo che un proiettile esploso da un carro armato israeliano è caduto in una strada del campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi, ma le autorità militari israeliane hanno smentito qualunque coinvolgimento dell'esercito in questo episodio. Sempre secondo fonti mediche, un missile israeliano è caduto all'interno di una struttura ospedaliera nel centro di Gaza City provocando il ferimento di una persona. Sempre a Gaza City, è rimasto ucciso un miliziano di Hamas mentre un membro della Jihad islamica è morto in uno scambio di colpi nel campo profughi di Beach Camp, nella parte Nord della Striscia. Sinora, stando ai servizi di emergenza di Gaza, i palestinesi uccisi sono ormai più di 800 e quelli feriti più di 3.350.

I RAID ISRAELIANI. Nella nottata fta venerdì e sabato, i caccia israeliani avevano colpito 40 obiettivi tra cui 10 postazioni per il lancio di razzi, 14 magazzini di armi e munizioni e cinque tunnel utilizzati per il contrabbando di armi dall'Egitto. Tra la scorsa notte e la giornata di oggi sono comunque proseguiti anche i lanci di razzi palestinesi in direzione del territorio israeliano, in particolare sul Neghev e sulla città di Ashqelon, che hanno provocato 20 feriti leggeri in quest'ultima località. Sirene di allarme sono risuonate in giornata anche nella città di Ashdod (35 km a sud di Tel Aviv) dove, secondo fonti locali, due razzi esplosi da Gaza sono poi caduti in zone disabitate senza fare vittime. Sempre sabato razzi palestinesi sono caduti anche a Yavne e Sderot.

Fumi di attacchi nella Striscia di Gaza (foto: AP)

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/100834

venerdì 9 gennaio 2009

Gaza: Onu chiede tregua immediata, attacchi continuano

Gaza: Onu chiede tregua immediata, attacchi continuano
venerdì, 9 gennaio 2009 1.52


* Olmert respinge risoluzione Onu definendola "impraticabile"

* Consiglio di Sicurezza Onu chiede immediato cessate-il-fuoco

* Tank israeliano uccide sei persone bombardando una casa, dicono fonti mediche

di Nidal al-Mughrabi

GAZA (Reuters) - Israele continua la sua offensiva nella striscia di Gaza, ignorando una risoluzione Onu che chiede un cessate-il-fuoco immediato di un conflitto ormai al suo quattordicesimo giorno.

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha respinto la risoluzione delle Nazioni Unite, definendo una tregua a Gaza "impraticabile".

"Il lancio dei razzi questa mattina dimostra solo che la decisione dell'Onu è impraticabile e le organizzazioni omicide palestinesi non vi aderiranno", ha detto il premier in un comunicato.

Olmert ha aggiunto che gli attacchi di Hamas mostrano che la risoluzione delle Nazioni Unite "non può funzionare" e che l'esercito "andrà a difendere i cittadini".

Mentre le bombe israeliane colpiscono l'enclave costiera per il quattordicesimo giorno, il capo dei ministri valuta la prossima mossa. Il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha lasciato intendere che uno stop ai bombardamenti ora è improbabile, affermando che "Israele ha agito, sta agendo e agirà solo secondo le sue considerazioni, il bisogno di sicurezza dei suoi cittadini e il suo diritto di autodifesa".

Lo stato ebraico dichiara di voler porre fine ai lanci di razzi sulle sue città. Ne sono stati sparati almeno 14 oggi, meno delle decine che Hamas era in grado di lanciare all'inizio dell'offensiva israeliana.

Rappresentanti di Hamas hanno detto di aver preso in considerazione la risoluzione Onu.

Olmert, Livni e il ministro della Difesa Ehud Barak si sono incontrati ma il voto dell'Onu a New York per fermare gli attacchi che hanno ucciso centinaia di palestinesi, sembra non averli condizionati in modo significativo. Gli Stati Uniti, alleati chiave di Israele, si sono astenuti dal voto, e il segretario di Stato Condoleezza Rice ha detto che Washington sostiene il testo ma non l'ha votato solo perché vuole vedere il risultato dello sforzo di mediazione in atto da parte egiziana.

TERZA FASE

Il gabinetto per la sicurezza di Olmert ha posticipato lo scorso mercoledì la decisione su una terza fase, che prevede una escalation nell'offensiva su Hamas spingendo le truppe all'interno delle aree urbane, una mossa che richiederebbe l'impiego dei riservisti. I funzionari hanno detto che il gabinetto si riunisce oggi in tarda mattinata.

L'offensiva su Gaza, che ha causato la morte di molti civili tra cui tanti bambini, ha il forte sostegno degli elettori israeliani, chiamati a votare fra un mese. Un sondaggio ha mostrato oggi che il governo gode del 90% dei consensi.

Il conflitto mosso dallo stato ebraico ha infuriato i palestinesi della Cisgiordania, governata dal movimento di Fatah rivale di Hamas sotto la guida del presidente Mahmoud Abbas.

A New York, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha votato una risoluzione per "un immediato, durevole e totalmente rispettato cessate-il-fuoco".

La risoluzione, sul cui contenuto i Paesi arabi hanno fatto pressione rispetto ad un testo che Gran Bretagna, Francia e Usa volevano più blando, chiede iniziative per prevenire l'arrivo di armi a Gaza e un'apertura dei suoi confini.

Israele ha detto di accettare i "principi" del cessate-il-fuoco proposto dall'Egitto e dall'Unione europea, e Washington ha chiesto allo Stato ebraico di valutare i dettagli del piano. Anche Hamas ha detto che considera l'idea, ma i militanti hanno detto che non riconosceranno mai lo stato di Israele, la cui istituzione 60 anni fa ha spodestato e disperso la popolazione palestinese.

HAMAS: 773 MORTI PALESTINESI, UN TERZO BAMBINI

Aerei da guerra israeliani hanno bombardato anche stanotte i dintorni di Gaza, secondo quanto detto dai residenti. Medici palestinesi affermano che tank israeliani hanno colpito una casa a Beit Lahiya, nel nord della Striscia, uccidendo sei persone della stessa famiglia.

Le forze aeree israeliane hanno colpito almeno 50 obiettivi nell'enclave, tra cui piattaforme di lancio di razzi e strutture utilizzate per la loro costruzione, secondo quanto riferito da un portavoce dell'esercito.

Un funzionario militare israeliano ha annunciato anche per oggi un cessate il fuoco di tre ore, dalle 13 ora locale, per consentire la distribuzione di aiuti umanitari, mentre sono ancora sospesi i soccorsi della Relief and Works Agency dell'Onu (Unrwa), interruzione decisa ieri dall'organizzazione stessa dopo l'uccisione di un membro dello staff per mano israeliana.

Hamas ha detto ieri che i morti erano da parte palestinese 773, di cui un terzo bambini.

Dieci soldati sono stati uccisi nella campagna militare lanciata da Israele, mentre i razzi di Hamas hanno ucciso tre civili dall'inizio dell'offensiva.



© Reuters 2009. Tutti i diritti assegna a Reuters.

http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/NewsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2009-01-09T125242Z_01_MIE50800G_RTROPTT_0_OITTP-PALESTINESI-ISRAELE-VENERDI.XML