Immediato cessate il fuoco a Gaza
Lo chiedono i leader dell’ecumenismo mondiale
07 gennaio 2009 - (ve/nev) All’indomani dell0 scoppio delle ostilità nella Striscia di Gaza, diversi esponenti di chiese ed organizzazioni ecumeniche mondiali hanno alzato la voce contro il conflitto armato chiedendo un immediato cessate il fuoco tra Israele e Hamas.
Il pastore Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) con sede a Ginevra, lo scorso 29 dicembre ha esortato il governo israeliano e i responsabili di Hamas a “rispettare i diritti umanitari e umani”, invitando i contendenti a “cessare immediatamente ogni atto di violenza”. Alla comunità internazionale ha poi rivolto un appello, affinché ogni sforzo sia compiuto per proteggere le popolazioni civili, palestinese e israeliana, e portare gli aiuti necessari. Kobia ha inoltre denunciato ogni tentativo di istituire un blocco nei confronti della Striscia di Gaza teso ad impedire l’afflusso di medicinali, cibo e carburante. Le rappresaglie, perpetrate da ambedue le parti, ha proseguito Kobia, non sono tollerabili nel quadro di un serio tentativo di stabilire la pace.
Lo scorso 30 dicembre da Gerusalemme una dozzina di patriarchi, vescovi e capi di chiese mediorientali, hanno fatto appello alle due parti in causa perché possano ritrovare il lume della ragione e cessare ogni atto di violenza. Tra i firmatari, oltre a esponenti delle chiese di tradizione cattolica orientale (siriana, armena, greca), anche i patriarchi ortodossi delle chiese etiope, copta, latina e greca, nonché il vescovo luterano Munib A. Younan di Betlemme. Il 4 gennaio, prima domenica del nuovo anno, tutte le chiese cristiane dell’area hanno osservato un momento di preghiera ecumenica per la fine del conflitto e per una soluzione stabile di pace.
Una ferma condanna per le ostilità è giunta anche dal presidente della Federazione luterana mondiale (FLM), l’americano Mark S. Hanson, ed è stata reiterata ieri, 6 gennaio, in un comunicato stampa dal segretario generale della FLM, il vescovo Ishmael Noko. L’impegno è quello di promuovere una visione di pace tra israeliani e palestinesi, ma nell’immediato la richiesta è ancora una volta quella di un cessate il fuoco: “L’esercito israeliano si ritiri dalla Striscia di Gaza, e Hamas cessi il lancio di razzi sul Sud di Israele”. E aggiunge: “La FLM condanna gli attacchi di Hamas e di altre organizzazioni militanti quali risposte inaccettabili perché minacciano la vita di un’altra popolazione civile”, mentre ritiene del tutto “sproporzionate le operazioni militari israeliane rispetto all’attuale minaccia, operazioni che sono sfociate in un numero intollerabile di morti civili e di feriti”.
Intanto, nonostante la situazione di conflitto, ieri è partita nella regione una numerosa delegazione di vescovi della Chiesa evangelica luterana del Nordamerica. “In questo tempo difficile come vescovi speriamo che la nostra presenza possa essere fonte di conforto per i nostri fratelli nella regione”, ha dichiarato Mark Hanson, capo delegazione insieme alla vescova canadese Susan C. Johnson. Il viaggio si concluderà il 13 gennaio.
http://www.voceevangelica.ch/index.cfm?method=articoli.notizie_gen&id=8889
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mercoledì 14 gennaio 2009
Hamas favorevole alla proposta egiziana per il cessate il fuoco
Roma | 14 gennaio 2009
Hamas favorevole alla proposta egiziana per il cessate il fuoco
Hamas
Vedi anche ~ Osama bin Laden su internet esorta alla Jihad contro l'offensiva a Gaza ~ Razzi dal Libano verso Israele. Gaza, 975 morti: si sveglia la Lega araba
Il movimento integralista di Hamas ha accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, secondo una fonte egiziana informata.
Il movimento integralista ha accettato la proposta dopo tre giorni di consultazioni al Cairo con il capo dei servizi segreti egiziani. L'Egitto - ha detto la fonte - informera' Israele della decisione di Hamas. In mattinata due componenti della delegazione di Hamas, provenienti da Damasco, erano ripartiti, mentre altri tre, giunti da Gaza, erano rimasti.
Il capo della diplomazia egiziana, Ahmad Abul Gheit, ha annunciato che l'Egitto ha trasmesso a Israele la risposta di Hamas al piano egiziano per cessare la guerra di Gaza "sperando che le cose si muovano". "Trasmetteremo agli israeliani quello che abbiamo ottenuto" come risposta "da parte dei nostri fratelli di Hamas, ha detto alla stampa. Il principale negoziatore israeliano, generale riservista Amos Gilad, e' atteso domani al Cairo per incontrare il potente capo dei servizi segreti egiziani Omar Suleiman.
"Si stanno cominciato a profilare le linee guida per un cessate-il-fuoco, anche se abbiamo davanti seri ostacoli", ha detto il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in un'audizione al Parlamento francese. Anche il capo della diplomazia spagnola, Miguel Angel Moratinos, dal Cairo, dove ha incontrato il presidente egiziano, Hosni Mubarak, aveva detto che la parti erano vicine ad un accordo.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=100816
Hamas favorevole alla proposta egiziana per il cessate il fuoco
Hamas
Vedi anche ~ Osama bin Laden su internet esorta alla Jihad contro l'offensiva a Gaza ~ Razzi dal Libano verso Israele. Gaza, 975 morti: si sveglia la Lega araba
Il movimento integralista di Hamas ha accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, secondo una fonte egiziana informata.
Il movimento integralista ha accettato la proposta dopo tre giorni di consultazioni al Cairo con il capo dei servizi segreti egiziani. L'Egitto - ha detto la fonte - informera' Israele della decisione di Hamas. In mattinata due componenti della delegazione di Hamas, provenienti da Damasco, erano ripartiti, mentre altri tre, giunti da Gaza, erano rimasti.
Il capo della diplomazia egiziana, Ahmad Abul Gheit, ha annunciato che l'Egitto ha trasmesso a Israele la risposta di Hamas al piano egiziano per cessare la guerra di Gaza "sperando che le cose si muovano". "Trasmetteremo agli israeliani quello che abbiamo ottenuto" come risposta "da parte dei nostri fratelli di Hamas, ha detto alla stampa. Il principale negoziatore israeliano, generale riservista Amos Gilad, e' atteso domani al Cairo per incontrare il potente capo dei servizi segreti egiziani Omar Suleiman.
"Si stanno cominciato a profilare le linee guida per un cessate-il-fuoco, anche se abbiamo davanti seri ostacoli", ha detto il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in un'audizione al Parlamento francese. Anche il capo della diplomazia spagnola, Miguel Angel Moratinos, dal Cairo, dove ha incontrato il presidente egiziano, Hosni Mubarak, aveva detto che la parti erano vicine ad un accordo.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=100816
venerdì 9 gennaio 2009
L'Onu chiede il cessate il fuoco immediato e duraturo
SANGUE IN MEDIO ORIENTE
L'Onu chiede il cessate il fuoco immediato e duraturo
Ma Hamas e Israele respingono la risoluzione
Il Consiglio di Sicurezza ha raggiunto un compromesso tra Paesi occidentali e arabi. Astensione Usa. I bombardamenti sono proseguiti. L'esercito accusato di aver ucciso 30 civili. Frattini: "Non si può trattare con Hamas". Jazeera: "Israele lancia di bombe al fosforo bianco"
New York, 9 gennaio 2009 - Hamas ha respinto la risoluzione dell’Onu per Gaza perché, a giudizio del Movimento di resistenza islamico, non è nell’interesse del popolo palestinese. Lo ha annunciato da Beirut una fonte del gruppo dirigente.
ISRAELE
Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha reagito all’approvazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con cui si chiede un cessate-il-fuoco "immediato e duraturo" nella Striscia di Gaza e il "ritiro totale" delle forze dello Stato ebraico, affermando che il suo Paese si regolerà esclusivamente sulla base del proprio interesse: parole non dissimili, paradossalmente, da quelle con cui il provvedimento Onu è stato poi respinto anche dai radicali palestinesi di Hamas.
"Israele ha agito, sta agendo e agirà soltanto in armonia con le sue valutazioni, con le esigenze di sicurezza dei suoi cittadini e con il suo diritto all’auto-difesa", taglia corto Livni in un comunicato, senza fare il minimo accenno alla tregua. Il capo della diplomazia israeliana in giornata si è riunita con il premier ad interim, Ehud Olmert, e con il ministro della Difesa, Ehud Barak, per discutere della risoluzione appena adottata al Palazzo di Vetro e delle prossime mosse sul campo nell’enclave palestinese.
ONU
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nella notte ha adottato una risoluzione con cui si sollecita un cessate-il-fuoco "immediato e duraturo" nella Striscia di Gaza, che conduca a un "totale ritiro" delle forze israeliane dall’enclave palestinese: l’approvazione del testo era praticamente scontata, dopo che in seno all’organo decisionale del Palazzo di Vetro era stato raggiunto un compromesso tra Paesi occidentali e arabi, accogliendo attraverso serrate trattative una serie di emendamenti presentati da questi ultimi.
Non c’è stata però l’unanimità che pareva anch’essa ormai acquisita, giacchè i voti favorevoli sono stati solo quattordici su quindici. In extremis, e a sorpresa, gli Stati Uniti hanno infatti deciso non certo di esprimersi in senso contrario, che sarebbe equivalso a un clamoroso esercizio del diritto di veto spettante ai membri permanenti, bensì di astenersi.
Il segretario di Stato americano uscente, Condoleezza Rice, ha poi spiegato che tale atteggiamento è stato dettato unicamente dalla volontà di attendere l’esito dell’iniziativa di mediazione in corso da parte dell’Egitto, e dunque di appoggiarla: il presidente egiziano Hosni Mubarak ha infatti invitato al Cairo rappresentanti di Israele e dei palestinesi per colloqui imperniati sulle condizioni di un’eventuale tregua.
"Pensiamo sia importante", ha sottolineato Rice, assicurando peraltro che gli Usa danno comunque "pieno sostegno" ai "contenuti" del provvedimento Onu, ai suoi "scopi" e ai suoi "obiettivi", così come alla sua "lettera". Dunque, ha spiegato, per Washington la risoluzione "doveva procedere"; e grazie a essa, ha concluso salomonicamente il capo della diplomazia statunitense, "riteniamo che il Consiglio abbia fornito una roadmap per una pace a Gaza sostenibile e durevole".
La stessa risoluzione invoca altresì "la fornitura e la distribuzione senza impedimenti" in tutta la Striscia di aiuti essenziali, "compresi generi alimentari, carburante e cure mediche", e incoraggia qualsiasi mossa tesa alla "creazione e apertura di corridoi umanitari", e di "ulteriori meccanismi" aventi le medesime finalità assistenziali. Si chiedono infine misure per impedire la prosecuzione del contrabbando di armi nel piccolo territorio.
La risposta di Israele alla presa di posizione del Consiglio di Sicurezza è stata tacita, almeno sulle prime, ma esplicita: operazioni militari e bombardamenti sono infatti proseguiti senza soluzione di continuità. Quanto ad Hamas, il gruppo radicale palestinese che controlla completamente Gaza dalla metà del giugno 2007, attraverso un proprio portavoce ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di riconoscere il testo nè la sua validità poichè, è stato puntualizzato, non lo si è voluto consultare in via preventiva.
CONTINUANO I RAID: 783 PALESTINESI UCCISI
Nonostante il cessate-il-fuoco "immediato" sollecitato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’Operazione ‘Piombo Fuso' è proseguita per il quattordicesimo giorno consecutivo. Per tutta la notte e in mattinata aerei, elicotteri, mezzi corazzati e persino navi dello Stato ebraico hanno continuato a bombardare l’intera enclave palestinese, colpendo nel complesso non meno di una cinquantina di obiettivi differenti: ufficialmente si trattava di rampe per i lanci di razzi contro il sud dello Stato ebraico, o di officine clandestine per confezionarli, una delle quali situata peraltro nei pressi di una moschea; ma nel settore settentrionale del minuscolo territorio, tra Beit Lahiyah e il campo profughi di Jabaliyah, anche una casa è stata rasa al suolo nel corso di un raid dell’Aviazione con la Stella di David: obiettivo era Fayez Salha, un capo locale dell’oltranzistico Fdlp, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina.
L’ennesimo ‘omicidio selettivo' non è però riuscito: stando a fonti ospedaliere, infatti, Salha è rimasto ferito ma si è salvato, mentre è stata sterminata la sua famiglia. Morti la moglie, i quattro figli e la cognata; a quell’ora la richiesta di tregua dell’Onu era già stata ufficializzata. Colpita anche l’abitazione a Gaza città del numero due della polizia di Hamas, Abu Obiedah al-Jarah, di cui si ignora la sorte.
Uccisi inoltre un ex tele-operatore che a suo tempo fece parte dello staff del defunto leader dell’Olp, Yasser Arafat, e due suoi congiunti; morta infine una cittadina ucraina, identificata come Alberta Vladimir, insieme al figlioletto di appena 2 anni: la donna era sposata con un medico palestinese, che ha riportato gravi lesioni. Ulteriori tre persone hanno perso la vita in due distinti attacchi di carri armati contro Deyr al-Balah e Nuseyrat, nella parte meridionale della Striscia.
Nelle ultime 48 ore ammontano come minimo a venti i nuovi morti tra la popolazione di Gaza. Il numero complessivo delle vittime palestinesi accertate è così salito ad almeno 783, più di un terzo delle quali erano bambini, sebbene negli ambienti sanitari del posto si parli di oltre ottocento; i feriti superano largamente le 3.200 unità, compresi sessanta in giornata.
Nemmeno i miliziani palestinesi si sono comunque fermati. Dalla mezzanotte, in coincidenza con il pronunciamento al Palazzo di Vetro per l’interruzione delle ostilità, sullo Stato ebraico si sono abbattuti una ventina di razzi, quattro solo nella mattinata odierna. Tre ordigni sono piombati su Sderot, due ad Ashkelon, altrettanti a Eshkol, quattro del tipo ‘Grad’, il più potente, intorno a Bèer Sheva; nessuna conseguenza comunque per gli abitanti. Sono quattordici gli israeliani morti finora: tre erano civili e undici militari, tra cui un ufficiale.
L'ONU ACCUSA ISRAELE DI AVER DELIBERATAMENTE MASSACRATO 30 CIVILI
Le Nazioni Unite hanno accusato Israele di un gravissimo e deliberato massacro di civili nella Striscia di Gaza, sulla base delle denunce ricevute da "numerosi" testimoni oculari: stando dunque agli elementi in possesso dell’Ocha, l’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari, il 4 gennaio scorso soldati dello Stato ebraico avrebbero costretto circa 110 palestinesi, "la metà dei quali erano bambini", a radunarsi in una casa monofamiliare a Zeitoun, un quartiere del capoluogo dell’enclave, ordinando loro di rimanere all’interno; ma 24 ore dopo la stessa abitazione sarebbe stata ripetutamente bombardata. I morti sarebbero stati come minimo trenta. L’agenzia umanitaria ha bollato l’episodio come "uno dei più gravi" avvenuti dall’inizio dell’Operazione ‘Piombo Fuso', il 27 dicembre.
FRATTINI: "HAMAS NON E' UN INTERLOCUTORE MA UN PROBLEMA"
"Non si può trattare con Hamas", perché il gruppo radicale palestinese "non è un interlocutore" bensì "è il problema": così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo in televisione a ‘Mattino Cinque' ha indirettamente replicato al predecessore, Massimo d’Alema. Secondo Frattini, è Hamas che ha "causato il conflitto" in corso nella Striscia di Gaza, e che addirittura "usa scudi umani", servendosi "di bambini e di civili"; e ciò, ha aggiunto il titolare della Farnesina, "provoca anche tragici errori" da parte d’Israele, che pure "sa di doverli evitare".
Con Hamas, ha proseguito il ministro degli Esteri italiano, "possono parlare gli egiziani": anzi, "debbono farlo", anche se finora neppure loro, "da arabi", sono "riusciti a convincere" i capi del Movimento di Resistenza Islamica della "necessità di una riconciliazione palestinese". Stando a Frattini, "la verità è che Hamas non la vuole", e dunque "noi dobbiamo trattare con il presidente legittimo" dell’Autorità Nazionale Palestinese: cioè con il moderato Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, che Frattini ha riferito di aver "fatto visitare proprio in questi giorni" da un suo emissario; il leader dell’Anp, ha aggiunto, "ha ringraziato l’Italia per quanto sta facendo".
ESERCITO USA AIUTA L’EGITTO A SCOPRIRE I TUNNEL A RAFAH
Il corpo del genio militare degli Stati Uniti aiuta da qualche tempo il governo egiziano nello scoprire i tunnel che, nella zona di Rafah, servono a trasportare armi e altri oggetti di contrabbando verso Gaza. Lo ha rivelato il Pentagono. Un piccolo numero di civili statunitensi del genio fornisce un aiuto tecnico agli egiziani da qualche mese, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Geoff Morrell. Il ruolo del genio è “strettamente" consistito a fornire una assistenza tecnica, ha precisato Morrell, aggiungendo che attualmente nessun civile statunitense si trova vicino alla frontiera di Gaza, a causa dell’offensiva israeliana.
AL JAZEERA: IN CORSO MASSICCIO LANCIO BOMBE AL FOSFORO BIANCO
“Su Gaza City è in corso un massiccio lancio di bombe al fosforo bianco da parte dell’Esercito di Israele”, lo ha affermato uno degli inviati della tv satellitare araba che nel frattempo mostrava in diretta le immagini delle dense colonne di fumo provocate da queste bombe. L’inviato, ammettendo di non sapere bene quali siano gli effetti di questi ordigni, ricorda che “la stampa occidentale ha parlato di arma non convenzionale che brucia”.
Il 5 gennaio scorso, il quotidiano britannico The Times ha sostenuto che Israele starebbe usando fosforo bianco nell’offensiva in corso nella Striscia di Gaza. Arma che brucia, ma che pu? essere usata come cortina fumogena. “Queste esplosioni sono fantastiche, causano tanto fumo impedendo la visibilità al nemico e consentendo alle nostre truppe di avanzare”, aveva riferito il giornale inglese da un esperto di sicurezza israeliano.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/01/09/143198-chiede_cessate_fuoco_immediato_duraturo.shtml
L'Onu chiede il cessate il fuoco immediato e duraturo
Ma Hamas e Israele respingono la risoluzione
Il Consiglio di Sicurezza ha raggiunto un compromesso tra Paesi occidentali e arabi. Astensione Usa. I bombardamenti sono proseguiti. L'esercito accusato di aver ucciso 30 civili. Frattini: "Non si può trattare con Hamas". Jazeera: "Israele lancia di bombe al fosforo bianco"
New York, 9 gennaio 2009 - Hamas ha respinto la risoluzione dell’Onu per Gaza perché, a giudizio del Movimento di resistenza islamico, non è nell’interesse del popolo palestinese. Lo ha annunciato da Beirut una fonte del gruppo dirigente.
ISRAELE
Il ministro degli Esteri israeliano, signora Tzipi Livni, ha reagito all’approvazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con cui si chiede un cessate-il-fuoco "immediato e duraturo" nella Striscia di Gaza e il "ritiro totale" delle forze dello Stato ebraico, affermando che il suo Paese si regolerà esclusivamente sulla base del proprio interesse: parole non dissimili, paradossalmente, da quelle con cui il provvedimento Onu è stato poi respinto anche dai radicali palestinesi di Hamas.
"Israele ha agito, sta agendo e agirà soltanto in armonia con le sue valutazioni, con le esigenze di sicurezza dei suoi cittadini e con il suo diritto all’auto-difesa", taglia corto Livni in un comunicato, senza fare il minimo accenno alla tregua. Il capo della diplomazia israeliana in giornata si è riunita con il premier ad interim, Ehud Olmert, e con il ministro della Difesa, Ehud Barak, per discutere della risoluzione appena adottata al Palazzo di Vetro e delle prossime mosse sul campo nell’enclave palestinese.
ONU
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nella notte ha adottato una risoluzione con cui si sollecita un cessate-il-fuoco "immediato e duraturo" nella Striscia di Gaza, che conduca a un "totale ritiro" delle forze israeliane dall’enclave palestinese: l’approvazione del testo era praticamente scontata, dopo che in seno all’organo decisionale del Palazzo di Vetro era stato raggiunto un compromesso tra Paesi occidentali e arabi, accogliendo attraverso serrate trattative una serie di emendamenti presentati da questi ultimi.
Non c’è stata però l’unanimità che pareva anch’essa ormai acquisita, giacchè i voti favorevoli sono stati solo quattordici su quindici. In extremis, e a sorpresa, gli Stati Uniti hanno infatti deciso non certo di esprimersi in senso contrario, che sarebbe equivalso a un clamoroso esercizio del diritto di veto spettante ai membri permanenti, bensì di astenersi.
Il segretario di Stato americano uscente, Condoleezza Rice, ha poi spiegato che tale atteggiamento è stato dettato unicamente dalla volontà di attendere l’esito dell’iniziativa di mediazione in corso da parte dell’Egitto, e dunque di appoggiarla: il presidente egiziano Hosni Mubarak ha infatti invitato al Cairo rappresentanti di Israele e dei palestinesi per colloqui imperniati sulle condizioni di un’eventuale tregua.
"Pensiamo sia importante", ha sottolineato Rice, assicurando peraltro che gli Usa danno comunque "pieno sostegno" ai "contenuti" del provvedimento Onu, ai suoi "scopi" e ai suoi "obiettivi", così come alla sua "lettera". Dunque, ha spiegato, per Washington la risoluzione "doveva procedere"; e grazie a essa, ha concluso salomonicamente il capo della diplomazia statunitense, "riteniamo che il Consiglio abbia fornito una roadmap per una pace a Gaza sostenibile e durevole".
La stessa risoluzione invoca altresì "la fornitura e la distribuzione senza impedimenti" in tutta la Striscia di aiuti essenziali, "compresi generi alimentari, carburante e cure mediche", e incoraggia qualsiasi mossa tesa alla "creazione e apertura di corridoi umanitari", e di "ulteriori meccanismi" aventi le medesime finalità assistenziali. Si chiedono infine misure per impedire la prosecuzione del contrabbando di armi nel piccolo territorio.
La risposta di Israele alla presa di posizione del Consiglio di Sicurezza è stata tacita, almeno sulle prime, ma esplicita: operazioni militari e bombardamenti sono infatti proseguiti senza soluzione di continuità. Quanto ad Hamas, il gruppo radicale palestinese che controlla completamente Gaza dalla metà del giugno 2007, attraverso un proprio portavoce ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di riconoscere il testo nè la sua validità poichè, è stato puntualizzato, non lo si è voluto consultare in via preventiva.
CONTINUANO I RAID: 783 PALESTINESI UCCISI
Nonostante il cessate-il-fuoco "immediato" sollecitato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’Operazione ‘Piombo Fuso' è proseguita per il quattordicesimo giorno consecutivo. Per tutta la notte e in mattinata aerei, elicotteri, mezzi corazzati e persino navi dello Stato ebraico hanno continuato a bombardare l’intera enclave palestinese, colpendo nel complesso non meno di una cinquantina di obiettivi differenti: ufficialmente si trattava di rampe per i lanci di razzi contro il sud dello Stato ebraico, o di officine clandestine per confezionarli, una delle quali situata peraltro nei pressi di una moschea; ma nel settore settentrionale del minuscolo territorio, tra Beit Lahiyah e il campo profughi di Jabaliyah, anche una casa è stata rasa al suolo nel corso di un raid dell’Aviazione con la Stella di David: obiettivo era Fayez Salha, un capo locale dell’oltranzistico Fdlp, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina.
L’ennesimo ‘omicidio selettivo' non è però riuscito: stando a fonti ospedaliere, infatti, Salha è rimasto ferito ma si è salvato, mentre è stata sterminata la sua famiglia. Morti la moglie, i quattro figli e la cognata; a quell’ora la richiesta di tregua dell’Onu era già stata ufficializzata. Colpita anche l’abitazione a Gaza città del numero due della polizia di Hamas, Abu Obiedah al-Jarah, di cui si ignora la sorte.
Uccisi inoltre un ex tele-operatore che a suo tempo fece parte dello staff del defunto leader dell’Olp, Yasser Arafat, e due suoi congiunti; morta infine una cittadina ucraina, identificata come Alberta Vladimir, insieme al figlioletto di appena 2 anni: la donna era sposata con un medico palestinese, che ha riportato gravi lesioni. Ulteriori tre persone hanno perso la vita in due distinti attacchi di carri armati contro Deyr al-Balah e Nuseyrat, nella parte meridionale della Striscia.
Nelle ultime 48 ore ammontano come minimo a venti i nuovi morti tra la popolazione di Gaza. Il numero complessivo delle vittime palestinesi accertate è così salito ad almeno 783, più di un terzo delle quali erano bambini, sebbene negli ambienti sanitari del posto si parli di oltre ottocento; i feriti superano largamente le 3.200 unità, compresi sessanta in giornata.
Nemmeno i miliziani palestinesi si sono comunque fermati. Dalla mezzanotte, in coincidenza con il pronunciamento al Palazzo di Vetro per l’interruzione delle ostilità, sullo Stato ebraico si sono abbattuti una ventina di razzi, quattro solo nella mattinata odierna. Tre ordigni sono piombati su Sderot, due ad Ashkelon, altrettanti a Eshkol, quattro del tipo ‘Grad’, il più potente, intorno a Bèer Sheva; nessuna conseguenza comunque per gli abitanti. Sono quattordici gli israeliani morti finora: tre erano civili e undici militari, tra cui un ufficiale.
L'ONU ACCUSA ISRAELE DI AVER DELIBERATAMENTE MASSACRATO 30 CIVILI
Le Nazioni Unite hanno accusato Israele di un gravissimo e deliberato massacro di civili nella Striscia di Gaza, sulla base delle denunce ricevute da "numerosi" testimoni oculari: stando dunque agli elementi in possesso dell’Ocha, l’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari, il 4 gennaio scorso soldati dello Stato ebraico avrebbero costretto circa 110 palestinesi, "la metà dei quali erano bambini", a radunarsi in una casa monofamiliare a Zeitoun, un quartiere del capoluogo dell’enclave, ordinando loro di rimanere all’interno; ma 24 ore dopo la stessa abitazione sarebbe stata ripetutamente bombardata. I morti sarebbero stati come minimo trenta. L’agenzia umanitaria ha bollato l’episodio come "uno dei più gravi" avvenuti dall’inizio dell’Operazione ‘Piombo Fuso', il 27 dicembre.
FRATTINI: "HAMAS NON E' UN INTERLOCUTORE MA UN PROBLEMA"
"Non si può trattare con Hamas", perché il gruppo radicale palestinese "non è un interlocutore" bensì "è il problema": così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo in televisione a ‘Mattino Cinque' ha indirettamente replicato al predecessore, Massimo d’Alema. Secondo Frattini, è Hamas che ha "causato il conflitto" in corso nella Striscia di Gaza, e che addirittura "usa scudi umani", servendosi "di bambini e di civili"; e ciò, ha aggiunto il titolare della Farnesina, "provoca anche tragici errori" da parte d’Israele, che pure "sa di doverli evitare".
Con Hamas, ha proseguito il ministro degli Esteri italiano, "possono parlare gli egiziani": anzi, "debbono farlo", anche se finora neppure loro, "da arabi", sono "riusciti a convincere" i capi del Movimento di Resistenza Islamica della "necessità di una riconciliazione palestinese". Stando a Frattini, "la verità è che Hamas non la vuole", e dunque "noi dobbiamo trattare con il presidente legittimo" dell’Autorità Nazionale Palestinese: cioè con il moderato Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, che Frattini ha riferito di aver "fatto visitare proprio in questi giorni" da un suo emissario; il leader dell’Anp, ha aggiunto, "ha ringraziato l’Italia per quanto sta facendo".
ESERCITO USA AIUTA L’EGITTO A SCOPRIRE I TUNNEL A RAFAH
Il corpo del genio militare degli Stati Uniti aiuta da qualche tempo il governo egiziano nello scoprire i tunnel che, nella zona di Rafah, servono a trasportare armi e altri oggetti di contrabbando verso Gaza. Lo ha rivelato il Pentagono. Un piccolo numero di civili statunitensi del genio fornisce un aiuto tecnico agli egiziani da qualche mese, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Geoff Morrell. Il ruolo del genio è “strettamente" consistito a fornire una assistenza tecnica, ha precisato Morrell, aggiungendo che attualmente nessun civile statunitense si trova vicino alla frontiera di Gaza, a causa dell’offensiva israeliana.
AL JAZEERA: IN CORSO MASSICCIO LANCIO BOMBE AL FOSFORO BIANCO
“Su Gaza City è in corso un massiccio lancio di bombe al fosforo bianco da parte dell’Esercito di Israele”, lo ha affermato uno degli inviati della tv satellitare araba che nel frattempo mostrava in diretta le immagini delle dense colonne di fumo provocate da queste bombe. L’inviato, ammettendo di non sapere bene quali siano gli effetti di questi ordigni, ricorda che “la stampa occidentale ha parlato di arma non convenzionale che brucia”.
Il 5 gennaio scorso, il quotidiano britannico The Times ha sostenuto che Israele starebbe usando fosforo bianco nell’offensiva in corso nella Striscia di Gaza. Arma che brucia, ma che pu? essere usata come cortina fumogena. “Queste esplosioni sono fantastiche, causano tanto fumo impedendo la visibilità al nemico e consentendo alle nostre truppe di avanzare”, aveva riferito il giornale inglese da un esperto di sicurezza israeliano.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/01/09/143198-chiede_cessate_fuoco_immediato_duraturo.shtml
Accordo all'Onu sul cessate il fuoco a Gaza
Accordo all'Onu sul cessate il fuoco a Gaza. Usa: "Prolungare la tregua"
Suonano le sirene, incubo razzi in Israele
9 gennaio 2009, RaiNews24
C'è accordo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla bozza di risoluzione per il cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza. Il Consiglio, ha fatto sapere un diplomatico palestinese, voterà il documento nella seduta di questa sera alle 23 ora italiana. "C'e' un accordo, gli emendamenti arabi sono stati accettati", ha detto ai giornalisti Ryad Mansour, osservatore per la Palestina presso l'Onu. Alle 23 consultazioni del Consiglio di sicurezza a porte chiuse dove probabilmnte si voterà il testo. La versione del testo sottolineerebbe, secondo quanto riportano fonti diplomatiche "la necessità di una tregua immediata nella Striscia di Gaza".
Grave situazione umanitaria
E' sempre più grave la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza dove le Nazioni Unite hanno annunciato la sospensione dell'attività. Un ultimo bilancio da fonte mediche palestinesi parla di 763 vittime dall'inizio dell'offensiva.
E mentre il Dipartimento di Stato Usa ha rivolto un appello ad Israele perché prolunghi le ore in cui lascia passare gli aiuti urgenti per la popolazione stremata, al Palazzo di Vetro si lavora intensamente a una risoluzione che integri il cessate-il-fuoco immediato con un'azione per fermare il traffico di armi e con l'apertura di corridoi umanitari.
Sul tavolo del Consiglio di Sicurezza c'è anche una nuova proposta di risoluzione dei Paesi arabi, che chiede "il cessate-il-fuoco immediato" e la sospensione di tutte le attività militari, sia israeliane che dei gruppi palestinesi, Hamas incluso; gli arabi chiedono inoltre l'immediata rimozione del blocco israeliano sulla Striscia.
Intanto però i gruppi fondamentalisti ed estremistici hanno respinto il piano franco-egiziano per il cessate il fuoco, che - secondo Hamas e le altre organizzazioni - "non ha basi valide" e lascia "le mani libere al nemico".
Nuovo fronte bellico
Il timore è che, al tredicesimo giorno dell'offensiva 'Piombo fuso', dopo che stamane sono caduti su Israele razzi lanciati dal Libano, il conflitto in Medio Oriente possa ampliarsi. L'attacco ha provocato solo cinque feriti lievi, ma fa temere l'apertura di un nuovo fronte bellico regionale, nella stessa area teatro nell'agosto 2006 della guerra-lampo tra le truppe israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah, e dove sono schierati anche i soldati italiani dell'Unifil II, la Forza Interinale delle Nazioni Unite. E l'emergenza umanitaria cresce di ora in ora: l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha deciso di sospendere le sue operazioni perché considera troppo rischioso continuare la propria attività: la decisione è stata annunciata dopo che sono rimasti uccisi due autisti di convogli che portavano aiuti. L'agenzia Onu, la più importante nella zona, distribuisce aiuti umanitari a 750.000 persone in territorio palestinese.
Benedetto XVI: si cambi la leadership israeliana e palestinese
La situazione è così grave da aver indotto papa Benedetto XVI non soltanto a sollecitare una tregua umanitaria a Gaza, ma addirittura a caldeggiare un ricambio di leadership tanto in Israele quanto tra i palestinesi affinchè i due popoli siano guidati "verso la difficile ma indispensabile riconciliazione". Il Pontefice ha sottolineato la necessità di un "approccio globale" e di un "sostegno convinto" al dialogo tra Israele e la Siria nonchè, in Libano, "al consolidamento delle istituzioni".
Razzi lanciati dal Libano, Israele risponde
L'esercito israeliano ha risposto agli attacchi di stamattina con razzi Katyusha contro il nord di
Israele, aprendo il fuoco in direzione del Libano. Cinque razzi da 120 millimetri sparati dal Libano hanno colpito il nord di Israele, sono stati lanciati dalla citta' di Dhayra. Lo riferisce l'emittente tv di hezbollah al Manara. Smentito, invece, il lancio di altri razzi a metà mattinata, dal Libano verso il nord di Israele. La Finul, Forza delle Nazioni Unite in Libano, è stata posta in "stato di allerta rafforzato", secondo fonti militari francesi.
Almeno cinque persone sono rimaste ferite dai razzi Katyusha sparati stamattina dal Libano del sud contro il nord di Israele. Fonti militari israeliane hanno riferito che almeno quattro Katyusha sono caduti nel settore ovest della Galilea, nei pressi della città di Nahariya e del kibbutz Kabri. Dopo gli attacchi, le autorità di Nahariya hanno invitato i residenti della regione a restare nei rifugi anti-missile.
Si tratta del primo attacco del genere dall'estate 2006, quando si combatté la guerra di 34 giorni tra le forze israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah. Il movimento sciita libanese, peraltro, nega ogni responsabilità nel lancio di razzi di oggi. Sembrerebbero dunque essersi avverati i timori dell'apertura nello Stato ebraico di un fronte settentrionale, mentre per il tredicesimo giorno consecutivo al sud è in corso l'offensiva nella Striscia di Gaza.
Nel sud di Israele, razzi sparati da Gaza sono caduti stamane nelle città di Ashqelon e Ashdod e nelle aree limitrofe. Non si ha notizia di vittime.
Un ufficiale dell'esercito israeliano è morto oggi nel corso di violenti scontri con i miliziani di Hamas nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Feriti anche altri soldati. Il militare ucciso si trovava a bordo di un carro armato nell'area dell'ex insediamento di Netzarim, colpito da missili anti-carro. Si tratta della settimo soldato israeliano ucciso dall'inizio dell'operazione di terra nella Striscia, lo scorso sabato.
Scoperti 35 cadaveri tra le macerie
Trentacinque cadaveri sono stati scoperti tra le macerie di una zona di combattimento nella Striscia di Gaza. Lo ha indicato un responsabile del ministero della Sanità della Striscia di Gaza.
Il dottor Mowaiya Hassanain, capo dei servizi del pronto soccorso palestinese ha riferito che i cadaveri sono stati scoperti nel corso della tregua di tre ore dei combattimenti. Israele l'ha accettata per consentire che gli aiuti arrivino a Gaza. Hassanain ha aggiunto che i cadaveri sono stati scoperti nel quartiere Zeitoun di Gaza City. In queste zone ci sono stati i combattimenti più pesanti nei giorni recenti tra soldati dello Stato ebraico e miliziani di Hamas. Il responsabile d non ha saputo dire il numero esatto dei miliziani uccisi perché i resti erano in avanzato stato di decomposizione; ma ha confermato che tra le vittime c'erano donne e bambini. Hassanain ha aggiunto che quasi 750 palestinesi sono uccisi nell'offensiva di Israele, iniziata tredici giorni fa.
Usa: Israele estenda orari per ingresso aiuti
Il dipartimento Dip. Stato di Stato americano, denunciando una situazione umanitaria "terribile", ha fatto appello affinchè Israele prolunghi gli orari in cui gli aiuti umanitari di emergenza possono essere portati all'interno della striscia di Gaza.
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Link originale :
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=90314
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/ONU-StopWarGaza9gen2009.htm
Suonano le sirene, incubo razzi in Israele
9 gennaio 2009, RaiNews24
C'è accordo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla bozza di risoluzione per il cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza. Il Consiglio, ha fatto sapere un diplomatico palestinese, voterà il documento nella seduta di questa sera alle 23 ora italiana. "C'e' un accordo, gli emendamenti arabi sono stati accettati", ha detto ai giornalisti Ryad Mansour, osservatore per la Palestina presso l'Onu. Alle 23 consultazioni del Consiglio di sicurezza a porte chiuse dove probabilmnte si voterà il testo. La versione del testo sottolineerebbe, secondo quanto riportano fonti diplomatiche "la necessità di una tregua immediata nella Striscia di Gaza".
Grave situazione umanitaria
E' sempre più grave la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza dove le Nazioni Unite hanno annunciato la sospensione dell'attività. Un ultimo bilancio da fonte mediche palestinesi parla di 763 vittime dall'inizio dell'offensiva.
E mentre il Dipartimento di Stato Usa ha rivolto un appello ad Israele perché prolunghi le ore in cui lascia passare gli aiuti urgenti per la popolazione stremata, al Palazzo di Vetro si lavora intensamente a una risoluzione che integri il cessate-il-fuoco immediato con un'azione per fermare il traffico di armi e con l'apertura di corridoi umanitari.
Sul tavolo del Consiglio di Sicurezza c'è anche una nuova proposta di risoluzione dei Paesi arabi, che chiede "il cessate-il-fuoco immediato" e la sospensione di tutte le attività militari, sia israeliane che dei gruppi palestinesi, Hamas incluso; gli arabi chiedono inoltre l'immediata rimozione del blocco israeliano sulla Striscia.
Intanto però i gruppi fondamentalisti ed estremistici hanno respinto il piano franco-egiziano per il cessate il fuoco, che - secondo Hamas e le altre organizzazioni - "non ha basi valide" e lascia "le mani libere al nemico".
Nuovo fronte bellico
Il timore è che, al tredicesimo giorno dell'offensiva 'Piombo fuso', dopo che stamane sono caduti su Israele razzi lanciati dal Libano, il conflitto in Medio Oriente possa ampliarsi. L'attacco ha provocato solo cinque feriti lievi, ma fa temere l'apertura di un nuovo fronte bellico regionale, nella stessa area teatro nell'agosto 2006 della guerra-lampo tra le truppe israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah, e dove sono schierati anche i soldati italiani dell'Unifil II, la Forza Interinale delle Nazioni Unite. E l'emergenza umanitaria cresce di ora in ora: l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha deciso di sospendere le sue operazioni perché considera troppo rischioso continuare la propria attività: la decisione è stata annunciata dopo che sono rimasti uccisi due autisti di convogli che portavano aiuti. L'agenzia Onu, la più importante nella zona, distribuisce aiuti umanitari a 750.000 persone in territorio palestinese.
Benedetto XVI: si cambi la leadership israeliana e palestinese
La situazione è così grave da aver indotto papa Benedetto XVI non soltanto a sollecitare una tregua umanitaria a Gaza, ma addirittura a caldeggiare un ricambio di leadership tanto in Israele quanto tra i palestinesi affinchè i due popoli siano guidati "verso la difficile ma indispensabile riconciliazione". Il Pontefice ha sottolineato la necessità di un "approccio globale" e di un "sostegno convinto" al dialogo tra Israele e la Siria nonchè, in Libano, "al consolidamento delle istituzioni".
Razzi lanciati dal Libano, Israele risponde
L'esercito israeliano ha risposto agli attacchi di stamattina con razzi Katyusha contro il nord di
Israele, aprendo il fuoco in direzione del Libano. Cinque razzi da 120 millimetri sparati dal Libano hanno colpito il nord di Israele, sono stati lanciati dalla citta' di Dhayra. Lo riferisce l'emittente tv di hezbollah al Manara. Smentito, invece, il lancio di altri razzi a metà mattinata, dal Libano verso il nord di Israele. La Finul, Forza delle Nazioni Unite in Libano, è stata posta in "stato di allerta rafforzato", secondo fonti militari francesi.
Almeno cinque persone sono rimaste ferite dai razzi Katyusha sparati stamattina dal Libano del sud contro il nord di Israele. Fonti militari israeliane hanno riferito che almeno quattro Katyusha sono caduti nel settore ovest della Galilea, nei pressi della città di Nahariya e del kibbutz Kabri. Dopo gli attacchi, le autorità di Nahariya hanno invitato i residenti della regione a restare nei rifugi anti-missile.
Si tratta del primo attacco del genere dall'estate 2006, quando si combatté la guerra di 34 giorni tra le forze israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah. Il movimento sciita libanese, peraltro, nega ogni responsabilità nel lancio di razzi di oggi. Sembrerebbero dunque essersi avverati i timori dell'apertura nello Stato ebraico di un fronte settentrionale, mentre per il tredicesimo giorno consecutivo al sud è in corso l'offensiva nella Striscia di Gaza.
Nel sud di Israele, razzi sparati da Gaza sono caduti stamane nelle città di Ashqelon e Ashdod e nelle aree limitrofe. Non si ha notizia di vittime.
Un ufficiale dell'esercito israeliano è morto oggi nel corso di violenti scontri con i miliziani di Hamas nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Feriti anche altri soldati. Il militare ucciso si trovava a bordo di un carro armato nell'area dell'ex insediamento di Netzarim, colpito da missili anti-carro. Si tratta della settimo soldato israeliano ucciso dall'inizio dell'operazione di terra nella Striscia, lo scorso sabato.
Scoperti 35 cadaveri tra le macerie
Trentacinque cadaveri sono stati scoperti tra le macerie di una zona di combattimento nella Striscia di Gaza. Lo ha indicato un responsabile del ministero della Sanità della Striscia di Gaza.
Il dottor Mowaiya Hassanain, capo dei servizi del pronto soccorso palestinese ha riferito che i cadaveri sono stati scoperti nel corso della tregua di tre ore dei combattimenti. Israele l'ha accettata per consentire che gli aiuti arrivino a Gaza. Hassanain ha aggiunto che i cadaveri sono stati scoperti nel quartiere Zeitoun di Gaza City. In queste zone ci sono stati i combattimenti più pesanti nei giorni recenti tra soldati dello Stato ebraico e miliziani di Hamas. Il responsabile d non ha saputo dire il numero esatto dei miliziani uccisi perché i resti erano in avanzato stato di decomposizione; ma ha confermato che tra le vittime c'erano donne e bambini. Hassanain ha aggiunto che quasi 750 palestinesi sono uccisi nell'offensiva di Israele, iniziata tredici giorni fa.
Usa: Israele estenda orari per ingresso aiuti
Il dipartimento Dip. Stato di Stato americano, denunciando una situazione umanitaria "terribile", ha fatto appello affinchè Israele prolunghi gli orari in cui gli aiuti umanitari di emergenza possono essere portati all'interno della striscia di Gaza.
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Link originale :
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=90314
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