Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post

giovedì 9 aprile 2009

Messianici a Milano con Avner Boskey

Evangelici.net notizie

Messianici a Milano con Avner Boskey
Inserita il 31/3/2009 alle 09:12 nella categoria: Israele

MILANO - Sabato 16 e domenica 17 maggio presso l'auditorium di via Natta a Milano si terrà la conferenza sul tema "Israele, la Chiesa e il ritorno del Signore", sviluppato da messianico Avner Boskey.

«Boskey - spiegano gli organizzatori - è impegnato nella predicazione fra il popolo d'Israele e insegna la Parola di Dio con lo scopo di far conoscere alla chiesa le sue responsabilità ed il suo ruolo per il proposito di Dio per Israele. Mentre l'opinione dei credenti, a volte, è influenzata fortemente dai media circa le questioni che riguardano Israele, è cruciale ricevere un insegnamento, fondato sulle Scritture, per districarsi in questi tempi di lotta e confusione».

Tra i temi trattati: la tematica degli ultimi tempi, la relazione che vi deve essere tra i credenti evangelici e i figli d'Israele, attualità alla luce delle scritture, per cercare di dare risposta a diverse domande, tra cui: qual è la posizione dei credenti verso lo stato d'Israele e la persecuzione degli ebrei? Che significa pace e giustizia alla luce delle scritture ? A quali responsabilità e benedizioni dobbiamo prepararci per questi tempi? L'Israele attuale è lo stesso Israele biblico?

Durante la conferenza - prosegue il comunicato - Boskey ci informerà con notizie fresche circa la testimonianza di Gesù in Israele e come la nazione sta affrontando il suo cammino profetico».

L'incontro, curato dalla chiesa "dei fratelli" di Milano - San Siro, si svolgerà in tre sessioni: sabato alle 15, domenica alle 9.30 e alle ore 15. [sr]


Per informazioni: Domenico Totaro, tel. 328/9617711; e-mail: totaro.domenico1@gmail.com


--------------------------------------------------------------------------------

Pubblicata da evangelici.net



http://www.evangelici.net/cgi/coranto/viewnews.cgi?id=EkFluVlyypanYjWSbO&style=print

martedì 6 gennaio 2009

Il retroscena Sagrato profanato e svastiche: «Vaticano preoccupato»

il Giornale.it
n. 5 del 2009-01-06 pagina 8

Il retroscena Sagrato profanato e svastiche: «Vaticano preoccupato»
di Andrea Tornielli

RomaIn Vaticano c’è preoccupazione per quanto avvenuto durante le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese, con le bandiere israeliane bruciate e la stella di David trasformata in svastica nazista, e i cortei culminati con centinaia di partecipanti che pregavano in direzione della Mecca, davanti alle porte del Duomo di Milano e di San Petronio a Bologna. Lo conferma al Giornale il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian: «C’è preoccupazione per questo uso violento della religione, sono rimasto impressionato da quanto è accaduto. Bisogna far di tutto per evitare queste strumentalizzazioni». Il quotidiano vaticano, nel numero oggi in edicola, non dedica molte righe ai cortei italiani e soprattutto, pur citandoli, omette riferimenti alle polemiche suscitate dalla preghiera islamica in piazza Duomo, trasformata in moschea all’aperto.
L’intenzione di tutti è quella di non enfatizzare quanto accaduto. Ma, al tempo stesso, a nessuno sfugge la delicatezza della situazione. La Curia milanese tace, dopo le parole dell’arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, che aveva definito la vicenda una «mancanza di sensibilità» da parte dei manifestanti musulmani e aggiungendo: «Da cristiano non avrei partecipato a una manifestazione che si fosse conclusa con una preghiera proprio di fronte a una moschea».
Preoccupazione, come pure volontà di non gettare benzina sul fuoco, si percepisce anche ai vertici della Conferenza episcopale italiana. Né la presidenza né il segretario generale sono intervenuti direttamente. Un commento su quanto avvenuto è stato però affidato a don Gino Battaglia, direttore dell’ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei: «La preghiera è cercare Dio: è sempre mettere nelle sue mani le nostre attese, speranze o desideri. Ovvero espressione di gratitudine e di lode. Ha dunque una sua logica, che non può essere mai contro qualcuno, a meno di non tradire la sua stessa essenza».
«Bisogna fare attenzione», osserva un vescovo della Santa Sede, collaboratore di Benedetto XVI, «perché secondo la visione islamica, la preghiera in un determinato luogo può significare renderlo musulmano per sempre. E poi, vorrei sperare che quanti si sono inginocchiati a pregare in direzione della Mecca a due passi dai portoni del Duomo di Milano, chiusi nonostante la messa vespertina, non siano gli stessi che hanno esultato bruciando la bandiera di Israele. Proprio oggi ho parlato di questo con un cardinale, il quale mi ha detto: “Se pregano, non fanno la guerra”. Mi auguro davvero che sia così. Purtroppo però negli ultimi anni abbiamo visto spesso il contrario, e cioè la crescita di un fondamentalismo che incita all’odio e alla violenza usando il nome di Dio: un abuso che prima Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI hanno fortemente criticato».


--------------------------------------------------------------------------------

© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=318810