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domenica 11 gennaio 2009

Proteste anti-Israele in tutta Italia


Proteste anti-Israele in tutta Italia

Bandiere con la stella di David bruciate, insulti, simboli nazisti disegnati sui muri. L'«intifada italiana» è trasversale, si nutre di parole d'ordine becere e stantie, non risparmia nemmeno il sindaco di Roma, che ha cercato di mantenere un atteggiamento imparziale e viene accusato di essere un «sionista».



Quella di ieri è stata una giornata di manifestazioni contro i bombardamenti israeliani a Gaza. Ma, mentre migliaia di persone marciavano a volto scoperto in alcune città italiane, ignoti imbrattavano palazzi, serrande e vetrine con scritte deliranti. Frasi antisemite, svastiche e croci celtiche, anche contro Gianni Alemanno, sono comparse l'altra notte a Roma in via Catania e corso Trieste. Nel primo caso la minaccia è «Hamas vince», nel secondo caso è «Israele boia», scritta con colore nero spray, corredate di croci uncinate e stelle di David. Il sindaco è stato preso di mira con: «Alemanno ebreo» e «Alemanno topo sionista».

Le scritte, senza firma, sono comparse in diverse zone della città e sono state rimosse dall'ufficio Decoro Urbano del Comune. Stesso discorso davanti al monumento ai partigiani eretto a piazza delle Camelie, nel quartiere Centocelle. A denunciare l'accaduto è Leonardo Rinaldi, vicepresidente del circolo Anpi del VII municipio. «Si leggono chiaramente un "Brigata regime fascista" e "Me ne frego", corredati da due svastiche e un enorme croce celtica con dentro scritto "Duce" davanti al monumento - ha detto - è strano che ciò sia accaduto proprio il giorno dopo la commemorazione di Alberto Giaquinto (ucciso durante scontri con la polizia il 9 gennaio 1979 ndr)».

Ad Alemanno è giunta la solidarietà di molti politici, compresa quella dei suoi avversari politici. «È necessario mettere in campo il massimo sforzo per individuare gli autori e metterli di fronte alle proprie responsabilità», ha detto il governatore del Lazio Piero Marrazzo. «Ancora una volta a Roma registriamo l'ennesimo episodio di teppismo e di violenza, in un clima sempre più insicuro», ha aggiunto il deputato del Pd Enrico Gasbarra.
Ma torniamo alle proteste di piazza. A Milano è sfilato un corteo organizzato dall'Associazione Palestinesi d'Italia: slogan contro Bush e il ministro della difesa israeliana Barak, cori contro lo Stato d'Israele, definito «terrorista», responsabile di un «genocidio». Al termine del corteo, oltre un migliaio di musulmani si è riunito in preghiera a piazza Duca d'Aosta a Milano, davanti alla Stazione Centrale. «La nostra preghiera non è un'incitazione all'odio e alla guerra - ha spiegato prima che iniziasse il rito un rappresentante dell'associazione palestinese - Noi vogliamo la pace in Palestina».

A Torino attimi di tensione davanti al Comune e alla sede dell'associazione Italia-Israele durante la manifestazione promossa dall'Assemblea Free Palestine. Davanti al Municipio, una parte dei manifestanti, complessivamente alcune migliaia secondo gli organizzatori, hanno lanciato slogan contro Israele e hanno cercato di issare verso l'alto, utilizzando una scala, una bandiera della Palestina. Nel farlo, però, si sono diretti verso il portone del Palazzo comunale e le forze dell'ordine li hanno respinti indietro. Poi i manifestanti hanno raggiunto la vicina sede dell'Associazione Italia-Israele, in via Pietro Micca, davanti alla quale hanno bruciato bandiere d'Israele e lanciato un paio uova di vernice e palle di neve contro la porta d'ingresso.

Circa 400 persone, infine, hanno preso parte a Venezia al corteo promosso da Rifondazione Comunista. La protesta, alla quale hanno partecipato anche esponenti della comunità araba e alcuni Disobbedienti del centro sociale Gramigna di Padova, si è svolta senza incidenti. «Vogliamo rivendicare la necessità di un cessate il fuoco - ha spiegato il segretario provinciale del Prc Sebastiano Bonzio - Non siamo contro nessuno, ma in questo momento il popolo di Gaza sta subendo un violento attacco».



11/01/2009


http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/01/11/974912-proteste_anti_israele_tutta_italia.shtml

sabato 10 gennaio 2009

Nuovi raid a Gaza: proteste anti-Israele a Firenze

Nuovi raid a Gaza: proteste anti-Israele a Firenze
sabato 10 gennaio 2009

A Gaza colpiti il ministero dell'Interno e l'università. Israeliano ucciso ad Ashkelon da un missile sparato dalla Striscia. Terzo giorno dell''operazione 'Piombo fuso': fra le vittime dell'ultima ondata di bombardamenti cinque sorelline fra i 4 e i 15 anni. Livni: ''L'offensiva durerà fino a un nuovo equilibrio di potere''.

Gli scontri, il lancio di razzi e le reazioni che negli ultimi giorni hanno rotto la tregua nella striscia di Gaza, in Medio Oriente, hanno fatto le prime vittime: almeno trecento morti secondo le agenzie e tra loro molte donne e bambini. «Una tragedia, l'ennesima in una terra martoriata che ben conosciamo e dove siamo partecipi di più progetti di cooperazione - commenta il presidente della Toscana Claudio Martini - che desta dolore ma anche sconcerto, per il cinismo e la spregiudicatezza politica dimostrata da ambedue le parti, da Hamas come da Israele». «Una tragedia a cui abbiamo voluto rispondere anche con un gesto concreto, ampliando il progetto “Saving children” che permette ai bambini palestinesi di essere curati negli ospedali d'Israele». Il presidente della Toscana annuncia il provvedimento, assunto oggi dalla giunta, durante la conferenza stampa di fine anno che si è svolta a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. La giunta ha infatti deciso di stanziare centomila euro per gli interventi più urgenti sui bambini palestinesi feriti in modo più grave, negli ultimi giorni, negli scontri nella Striscia di Gaza. Il progetto di cooperazione sanitaria “Saving Children” è un'esperienza praticamente unica. E' stata definita “medicina al servizio della pace” e da quando nel 2003 il programma è partito ha permesso di curare negli ospedali israeliani oltre cinquemila bambini palestinesi, malati o gravemente feriti, che altrimenti non sarebbero stati curabili. Il progetto vede impegnati la Regione Toscana, il centro Peres di Tel Aviv, i pediatri palestinesi e l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Nei primi tre anni la Regione ha stanziato un milione e 200 mila euro.

A Firenze, oggi pomeriggio presidio in Piazza della Repubblica, per richiedere l'immediata cessazione delle azioni militari israeliane e per la cessazione dell'embargo contro la popolazione palestinese di Gaza. Domani (17, 30) presidio alla Prefettura in Via Cavour.

"Da poco tempo abbiamo ricordato in consiglio comunale l'anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e oggi assistiamo preoccupati ad un nuovo capitolo di scontri e violenze nella striscia di Gaza -interviene il presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini- Quello che sta succedendo ci spinge a rinnovare l'appello alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali affinchè siano rispettati le leggi internazionali sui diritti umani. Condanniamo le stragi di civili, donne e bambini morti a causa dei missili e dei bombardamenti, ricordando che la guerra non è mai la soluzione più utile a sanare le profonde ferite fra Israele e Palestina. Firenze è città operatrice di pace e più volte il consiglio comunale si è espresso a favore la politica di due popoli due stati".

“In questi momenti drammatici, in cui le prospettive di pace si allontanano e la logica delle armi prende il sopravvento, serve un intervento forte della comunità internazionale capace di far cessare immediatamente le operazioni militari e riportare i due popoli, palestinesi ed israeliani, sulla strada del dialogo”. Di fronte alla nuova escalation di violenza in Terrasanta, il Sindaco Luciana Cappelli ed il proposto di Empoli Don Guido Engels hanno lanciato un appello congiunto per la fine di tutte le attività militari nella striscia di Gaza. “Serve un immediato cessate il fuoco, per uscire dal vicolo cieco della violenza e riprendere subito il dialogo – prosegue l’appello – perché di ora in ora bombardamenti e lanci di razzi scavano un solco sempre più profondo tra le due comunità. La strada che può finalmente portare alla pace duratura è quella del riconoscimento reciproco, attraverso un negoziato che rappresenta l’unica alternativa all’odio, alla violenza, alla guerra. “Intendiamo esprimere forte preoccupazione anche per tanti altri popoli che sono vittime dell’odio etnico e religioso in varie parti del mondo. Il rispetto dell’autodeterminazione de popoli inizia proprio dall’accogliere la diversità dell’altro che si fa ricchezza comune e rende ciascuno costruttore di pace”.




a8.12.29.19.19
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a8.12.29.19.19

domenica 4 gennaio 2009

Proteste nel mondo islamico contro Israele: feriti in India e in Egitto

Proteste nel mondo islamico contro Israele: feriti in India e in Egitto

ROMA (2 gennaio) - Decine di migliaia di persone sono scese in piazza in numerosi paesi islamici o con notevole percentuale di popolazione musulmana, per protestare contro i raid israeliani su Gaza. Le dimostrazioni, indette in coincidenza con la "Giornata della collera" proclamata da Hamas, si sono svolte dopo la preghiera del venerdì.

Egitto. Violente proteste all'altezza del valico di Karim abu Salem, al confine con Israele. Dopo aver bruciato pneumatici ed aver dato fuoco ad alcune case di un villaggio, i dimostranti hanno assalito un blindato della polizia, accusato di aver investito «volutamente» uno di loro. Al fitto lancio di pietre i poliziotti hanno risposto a colpi di manganello. 13 feriti.

India. In Kashmir almeno 50 persone sono rimaste ferite in una manifestazione a Srinagar. La polizia ha disperso centinaia di dimostranti davanti alla moschea Jamia Masijd.

Giordania. Lievi scontri ad Amman in un manifestazione nei pressi dell'ambasciata israeliana. I dimostranti hanno scagliato pietre contro il compound fortificato dell'edificio, protetto da filo spinato e da un doppio cordone di forze anti-sommossa, che hanno risposto sparando razzi fumogeni.

Iran. Migliaia in piazza a Teheran, dove i manifestanti hanno inalberato foto delle vittime di Gaza e intonato cori anti-israeliani e anti-americani. Analoghe dimostrazioni si sono svolte in altre città del Paese.

Indonesia. A Giakarta decine di migliaia hanno sfilato pacificamente nel centro, dirigendosi verso l'ambasciata degli Usa e sventolando bandiere palestinesi. Il Partito della giustizia e della prosperità ha raccolto più di 20mila volontari e circa 200mila dollari per sostenere i palestinesi.

Afghanistan. A Kabul circa tremila persone si sono radunate davanti a una moschea sulla collina di Baghi Bala. Bandiere Usa, israeliane e britanniche sono state bruciate, come anche foto del presidente degli Usa George W. Bush e del premier israeliano Ehud Olmert. Dimostrazioni pro-Gaza anche in altre città.

Marocco. A Marrakech trecento studenti si sono radunati davanti all'ospedale Ibn Tofail per protestare contro l'uccisione di un loro compagno, morto per le ferite riportate in seguito agli scontri con la polizia durante una manifestazione che si è svolta domenica.

Turchia. A Istanbul in migliaia hanno manifestato al grido di «Israele, assassino, fuori dalla Palestina» e «Musulmani, non dormite, proteggete la Palestina».

Libano. A Beirut in centinaia hanno manifestato nei pressi dell'ambasciata egiziana. Su molti striscioni campeggiavano i versi del poeta palestinese Mahmud Darwish: «Siamo qui, rimarremo sempre qui, perchè il nostro obiettivo è essere».

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=13237&sez=HOME_NELMONDO&npl=N&desc_sez=

Manifestazioni in Europa e Israele......"Basta massacri nella Striscia"

Oggi proteste contro l'offensiva israeliana a Gaza, dalla Gran Bretagna alla Spagna
Tensione e bandiere bruciate a Milano, Bologna e Roma: scoppia la polemica
"Basta massacri nella Striscia"
Manifestazioni in Europa e Israele
A Tel Aviv e altre città dello Stato ebraico scendono in piazza gli arabi-israeliani



ROMA - Manifestazioni contro l'offensiva israeliana, dal Medioriente all'Europa: dalla Gran Bretagna alla Francia, passando per l'Italia. Ovunque, gli stessi slogan arrabbiati: "Basta massacri", "Siamo tutti palestinesi". E in certi casi anche alta tensione, con le bandiere di Israele bruciate. Come a Roma, Bologna e Milano, dove il gesto ha subito scatenato polemiche. Oggi il dissenso e la protesta, che ieri avevano dato i primi segni, si sono allargati. Migliaia di persone sono scese in strada anche all'interno dei confini dello Stato ebraico. Ma nell'ottavo giorno dell'operazione "Piombo fuso" si continuano a tessere i fili della diplomazia con l'obiettivo di arrivare a una tregua: domani arriva in Medioriente la missione Ue, lunedì il presidente palestinese Abu Mazen andrà a New York per parlare all'Onu.

Italia. Nonostante il maltempo, oggi migliaia di persone sono scese in piazza, in 15 città italiane. La giornata di mobilitazione era promossa dal Forum Palestina. Il corteo più imponente a Roma: si è snodato da piazza della Repubblica a piazza Barberini. Manifestazioni di solidarietà ai palestinesi hanno avuto luogo da Nord a Sud: a Torino, Trento, Bologna, ma anche Massa, Salerno e Reggio Emilia.

Tensioni e polemica. Momenti di attrito sono stati registrati nel capoluogo lombardo, dove il corteo, che avrebbe dovuto concludersi in piazza San Babila, è stato prolungato fino alla Scala, vista la grande affluenza. Alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme le bandiere con la stella di David e sono risuonate urla contro Israele, Bush e perfino Barack Obama. Bandiere bruciate anche a Bologna e Roma. Gli episodi hanno creato uno strascico di critiche e reazioni. "Provo vergogna", ha detto il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone. "Queste non sono manifestazioni di libero pensiero,sono inni allo sterminio di un popolo. Basta buonismo verso queste squadracce dalla camicia rossa", ha attaccato il centrista Luca Volonté. Mentre il responsabile esteri del Pdci Jacopo Venier ha affermato: "Le grandi manifestazioni di oggi mostrano la vera coscienza civile degli italiani contro uno Stato, quello di Israele, che attua una politica razzista e colonialista".


Gran Bretagna. La più grande manifestazione degli ultimi anni, non se ne vedevano così dai tempi delle mobilitazioni contro la guerra in Iraq: oggi a Londra 50mila persone secondo gli organizzatori, 5-6mila secondo la polizia, hanno manifestato il loro dissenso contro l'operazione "Piombo fuso". Tra loro anche volti noti: l'ex cantante degli Eurythmics Annie Lennox e l'ex sindaco di Londra Ken Livingstone. I partecipanti hanno lanciato scarpe contro i cancelli di Downing Street, per protestare contro l'atteggiamento del governo britannico. Cortei anche a Glasgow, in Scozia, Manchester, Hull e Portsmouth.

Francia, Spagna e Grecia. La protesta ha infiammato Lione, Marsiglia, Tolosa. A Parigi più di 20mila persone con le kefiah al collo hanno sventolato bandiere palestinesi, algerine, tunisine, francesi e libanesi. Tra i manifestanti, anche Marie-George Buffet, segretario del Partito comunista francese (Pcf), e il leader della Lega comunista rivoluzionaria (Lcr), Olivier Besancenot. Oltre un migliaio in piazza anche in Spagna, a Madrid: arabi, la società civile e decine di intellettuali e artisti, tra cui l'attore Javier Bardem. In Grecia, ad Atene e Salonicco, erano in migliaia a condannare i raid israeliani. Nella capitale ellenica ci sono stati tafferugli davanti all'ambasciata israeliana.

Germania, Austria, Olanda. Migliaia le persone in strada a Berlino e a Dusseldorf, nell'ovest della Germania. Ad Amsterdam gli striscioni invitavano a boicottare i prodotti israeliani. Gruppi musulmani hanno sfilato anche a Salisburgo, in Austria, dopo la grande manifestazione di ieri a Vienna.

Gli arabi di Israele. Tre grandi manifestazioni hanno avuto luogo ad Haifa, Sakhnin e a Tel Aviv, dove il corteo era organizzato dalla "Coalizione contro l'assedio a Gaza". La Corte Suprema ha bocciato la richiesta delle forze di polizia israeliane di impedire quest'ultima protesta. In strada, tutti i leader politici arabi e moltissimi arabi-israeliani, che hanno risposto all'appello dei partiti che li rappresentano (il fronte democratico, il partito comunista, il movimento islamico, e il raggruppamento nazionale democratico). La minoranza araba costituisce circa il 20% della popolazione di Israele, 1,2 milioni di abitanti su una popolazione di circa 7 milioni.

Le mosse diplomatiche. Tra richieste ufficiali e condanne, proseguono i preparativi degli incontri tra i leader internazionali, impegnati a cercare una tregua nel conflitto tra Israele e Palestina. Lunedì il presidente francese Sarkozy incontrerà a Ramallah il suo collega palestinese Abu Mazen, che poi volerà a New York per parlare alla riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Oggi, però, la Lega Araba ha accusato l'Organizzazione delle Nazioni Unite di "ignorare" il violento assalto di Israele a Gaza, sostenendo che il ritardo nel concordare una risoluzione è la prova del fallimento nella gestione del conflitto. In serata il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, parlando alla radio olandese, ha affermato che l'Alleanza atlantica potrebbe aiutare a stabilizzare l'area mediorientale, se un accordo di pace venisse raggiunto tra le parti.

Ue e Stati Uniti. Domani arriva in Medioriente anche la delegazione dell'Unione europea guidata dal ministro degli esteri ceco Karel Schwarzenberg, che mira a persuadere i dirigenti israeliani e palestinesi a puntare nella direzione della tregua umanitaria. E' sceso in campo anche il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, che ha chiesto un cessate il fuoco tra Israele ed Hamas "duraturo e controllato da un meccanismo internazionale", ricordando però che Hamas è il primo responsabile della crisi.

(3 gennaio 2009)



http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/medio-oriente-45/manifestazioni-3-genn/manifestazioni-3-genn.html